Negli ultimi anni, la Gaffer Glass ha esaminato dozzine di diversi tipi di vetri sodici e al piombo per studiare le loro caratteristiche d’espansione e viscosità. Il nostro ruolo, a parte quello inerente la manifattura dei colori, è quello di concorrere con la gran selezione di coefficienti d’espansione esistenti. A differenza di chi usa Pyrex, Bullseye, Spectrum 96, o Moretti, per esempio, non c’è un ”vetro standard” ben identificato a cui i manifattori di colori possano combinare i loro lotti di produzione. Per questo motivo abbiamo concepito un nostro “Vetro standard” personale.

La nostra ricerca, sia teorica che pratica, mostra che la curva a campana dei coefficienti d’espansione lineari nello studio del vetro negli U.S.A., Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Inghilterra, raggiungeva il picco a circa 96x10-7 (0-300°C). I limiti esterni erano da 94,00 a 99,50.

Dati di viscosità (Lakatos’et. al factors,¹) mostravano anche variazioni a grandi temperature di fusione e lavorazione, con temperature che partivano da 1290°C (2354°F) a log 2 (unità di misurazione della viscosità a temperature alte) fino ad un massimo di 1430°C (2606°F). Non vi stiamo suggerendo di fondere necessariamente a queste temperature, ma volendo fare un paragone, i calcoli di Lakatos sono molto utili. La curva a campana per la temperatura a viscosità log 2, raggiunse un picco a 1370°C (2498°F), con dei lotti di produzione commercialmente fruibili in abbondanza rispetto a quello.

La Gaffer Glass ha deciso d’iniziare un processo di protezione di un lotto di produzione sin dall’origine, una scelta che avrebbe soddisfatto alcune linee guida che consideravamo rilevanti. Volevamo renderlo anche commercialmente disponibile dandolo a Phillips per la produzione (codice #3300) e a Spruce Pine Batch in forma granulosa. I criteri che consideravamo importanti (non in ordine di priorità) erano i seguenti:

Costi energetici
Proprietà di lavorazione
Compatibilita’
Proprietà Fisiche3
Durabilità
Impatto dei refrattari sull’ambiente
Note a piè di pagina